Estetizzazione della politica e della guerra

Estetizzazione della politica e della guerra

Quando si ha l’intenzione di avviare una ricerca ed un discorso in ordine al pensiero ed all’attività politica di Gabriele d’Annunzio, si nota fin dall’inizio la presenza di una costante connivenza tra l’oggetto della politica per definizione, l’etica della polis, e la ricerca esteticista dell’elemento che ne muta e ne rende le peculiarità, da semplici constatazioni sociologiche, economiche o storiche, in manifestazioni d’un ideale civile votato alla bellezza; idea, questa, che l’affermazione dannunziana di Claudio Cantelmo, ne Le vergini delle rocce, ci trasmette : “Lo Stato non deve essere se non un istituto perfettamente atto a favorire la graduale elevazione d’una classe privilegiata verso un’ideal forma di esistenza”.

In questo studio ripercorreremo le tappe dalla formazione politico-estetizzante dal giovane D’Annunzio sino all’edificazione del suo mito personale durante i giorni di Fiume.

 

Un grazie particolare all’inestimabile contributo del Dott. Massimo Ottoveggio che ha condiviso uno studio di fondamentale importanza per ricostruire il connubio dannunziano tra politica ed estetismo, e cioè tra vita e bellezza.